Grazie a una nuova "torre di controllo" centralizzata per la gestione del traffico ferroviario, la stazione di Bologna si prepara a divenire il fulcro dell´Alta velocità e a raddoppiare nei prossimi anni i treni in transito nel capoluogo emiliano. «L´apparato centrale prenderà il posto delle sei cabine oggi in funzione - spiega Orazio Iacono, a capo della direzione compartimentale movimento Bologna - e sfrutterà un importante potenziamento tecnologico. La gestione informatizzata e centralizzata di tutte le linee dello scalo permetterà di rispondere alla forte domanda di spostamento in treno e di affrontare meglio le emergenze». Imprevisti che di certo non mancano in una stazione talmente nevralgica da «richiedere di prendere ogni decisione un secondo prima del normale», come affermano a Trenitalia. «Per esempio, ora stiamo lavorando a pieno ritmo anche con cinque binari in meno per via dei cantieri Tav. Ci siamo riusciti rivedendo tutti gli orari».
Non sarà più così con l´Apparato centrale computerizzato (Acc), che dovrebbe consentire, una volta a regime, di superare l´attuale saturazione delle infrastrutture. La capacità di traffico di Bologna centrale potrà passare, secondo le stime dei responsabili Rfi, dagli attuali 550 a circa mille treni giornalieri, in arrivo e in partenza. E il caratteristico "effetto domino", per cui ogni disservizio registrato nel compartimento di Bologna si ripercuote sull´intera rete, dovrebbe quindi avere i giorni contati. «Il passaggio a questo nuovo sistema ha consentito maggiore flessibilità di circolazione nelle stazioni di Roma Termini, Genova e Milano», assicura Iacono. La nuova struttura, che sarà operativa dal 2008, ospiterà sia le linee tradizionali del bacino bolognese, sia un sistema di comando e controllo (Scc) di tutta l´Alta velocità da Milano a Roma: un primato dello scalo bolognese sostenuto da un investimento di circa quattrocento milioni di euro effettuato da Rfi, società dell´infrastruttura del gruppo Fs.
Questa sorte di "torre di controllo" del compartimento ferroviario felsineo - che comprende il territorio da Piacenza a Prato - sorge all´interno dell´area della stazione ed è dotata di strumentazioni che manderanno definitivamente in soffitta i sistemi semi-automatici ereditati dagli anni Cinquanta.
Una speranza, dunque, per i comitati dei pendolari, impegnati da anni a denunciare i ritardi cronici e i disservizi lungo le linee regionali? «Direi proprio di sì - risponde Iacono - saremo finalmente dotati delle tecnologie necessarie per fare un salto di qualità enorme».